A cura della Dott.ssa Alessia Re, Psicologa Clinica | Approccio Psicocorporeo e Biosistemico
Nel settembre del 1979, il biologo Jon Kabat-Zinn fonda presso la University of Massachussets Medical School la Stress Reduction Clinic, istituendo il primo corso rivolto a pazienti affetti da dolore cronico e stress che non rispondevano ai protocolli di cura tradizionali. Il programma si chiamava Stress Reduction and Relaxation Program e Kabat-Zinn ebbe l’intuizione per il suo sviluppo durante un ritiro di meditazione Vipassanā a cui partecipò. Egli era infatti laureato in biologia ed aveva conseguito un dottorato di ricerca (Ph.D.) in biologia molecolare presso il MIT (Massachussets Institute of Technology), ma era anche un praticante yoga e di meditazione zen e spesso frequentava ritiri di meditazione.
Il termine mindfulness entra per la prima volta nel linguaggio accademico nel 1982 quando Jon Kabat-Zinn presenta formalmente il protocollo clinico sviluppato, denominato MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction), e pubblica uno studio circa l’efficacia della mindfulness nella riduzione del dolore percepito da pazienti affetti da dolore cronico (Kabat-Zinn, 1982). Nel 1990, Kabat-Zinn pubblica il primo manuale sulla mindfulness, intitolato Full Catastrophe Living (tradotto in italiano in Vivere momento per momento), rendendo il termine conosciuto al grande pubblico.
Come accennato sopra, l’intuizione per lo sviluppo del protocollo medico che poi divenne l’MBSR avvenne durante un ritiro di meditazione Vipassanā; Kabat-Zinn ha raccontato in più occasioni di essere stato investito di una sorta di epifania, durante la quale gli è apparso chiaro come integrare la meditazione ed un approccio più spirituale, legato al buddismo e alla Vipassanā, nel contesto clinico ospedaliero, spogliandolo quindi della sua componente più religiosa e rendendolo laico, scientifico ed accessibile a chiunque.
Vipassanā è un termine della lingua pali, tutt’ora parlata in alcune zone dello Sri Lanka, della Birmania, della Thailandia e dell’India. Deriva dalle parole “Vi”, prefisso che indica il dentro, e “-passana”, che significa vedere. Letteralmente, Vipassanā è traducibile quindi con “vedere dentro”. La più antica testimonianza del termine si ritrova nei testi sacri del Satipatthana Sutta, i discorsi attribuiti al Buddha e risalenti al V sec a.C. In essi, il Buddha indica nella Vipassanā la prima e più importante delle qualità da coltivare nell’essere umano, attraverso l’osservazione diretta e non giudicante del proprio respiro e delle proprie sensazioni corporee, interne.
Ad oggi, la mindfulness si è diffusa in numerosi contesti clinici e non, e ha dimostrato la sua efficacia e validità nel trattamento di numerosi disturbi e sintomi, oltre che nel migliorare le condizioni di benessere percepito in chi la pratica con costanza. Sebbene si tratti di una esperienza che consta nell’ascoltare il proprio respiro e le proprie sensazioni fisiche senza giudicarle e senza cercare di cambiarle e quindi non abbia, per sua stessa natura, un reale scopo finale se non la pura e semplice osservazione di ciò che accade, la ricerca scientifica ha dimostrato possibili effetti benefici quali, ad esempio, una riduzione di sintomi ansiosi e depressivi, maggiori capacità di autoregolazione emotiva, riduzione dei livelli di cortisolo e dello stress percepito, potenziamento del sistema immunitario, riduzione della pressione arteriosa e dell’invecchiamento cellulare e aumento della plasticità neurale, solo per citarne alcuni.
Attualmente, esistono circa una ventina di protocolli clinici strutturati basati sui principi della mindfulness. Inoltre, numerosi approcci psicoterapeutici utilizzano la mindfulness non solo come specifico intervento attuabile all’interno del setting clinico bensì come qualità essenziale nella pratica, in quanto componente del processo terapeutico che permette un’osservazione neutra e compassionevole del proprio interno. Solo grazie all’osservazione non giudicante è possibile infatti allargare la propria consapevolezza circa quanto accade, momento dopo momento
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